lunedì 31 dicembre 2012

Una settimana da dio

Voleva essere un compendio delle chiacchiere da bar, mezze ammissioni, falsi positivi e autentiche bufale che girano sulla politica senigalliese.

E' diventato un'immane lenzuolata, perchè non si può vivere nell'insipienza se si può avere l'ignoranza.

(non ci sono link, perchè sono pigro, gran parte degli argomenti sono avvilenti e non voglio fare promozioni)

 
Dio perdona, io no.

Giovedì scorso è scaduto l'ultimatum del giornalista (?) di Pontifex.roma.it Bruno Volpe, che ha minacciato di querelare Monsignor Orlandoni, Vescovo di Senigallia, se non avesse ritrattato pubblicamente le accuse di cattiva informazione rivolte contro il blog vetero-cattolico, in un famoso (e sfortunato) comunicato stampa. La vicenda ha avuto una partenza esplosiva, soprattutto grazie alla stampa online (SenigalliaNotizie e VivereSenigallia) ma poi è stata silenziata in una bolla trasversale, un fuoco incrociato di silenzi.

Far passare Fusi Pecci per un sordo rintronato senza chiedergli il permesso non è stato certo elegante. In fondo il Vescovo emerito è un vecchietto bizzoso che ben interpreta una Chiesa cattolica che non ha un solo Papa al comando, ma una serie di correnti fondamentaliste, cinquanta sfumature di porpora, dove ognuno promuove la sua dottrina. La scissione è vicina, faranno la fine dell'impero mongolo ma non lo leggeremo su Twitter.

Senigallia è città cattocomunista da sempre, attorno alla Curia esiste una rete economica che è diventata una delle attività produttive più importanti, dall'Opera Pia ai vari soggetti socio assistenziali collegati, sorvolando sull'imponente patrimonio immobiliare. Il Vescovo, con la ristrutturazione degli ex Orti e il parcheggio a pagamento di via Cellini, si sta candidando anche come uno degli imprenditori edili più vivaci, uno dei pochissimi che ha soldi da spendere. L'insulto del Vescovo emerito a Nichi Vendola (pervertito o depravato) può essere stato tranquillamente digerito anche da Città Futura, pezzo di Maggioranza al governo della Città dove SEL ha una quota di partecipazione.

Per la verità, subito prima che scattasse il silenziatore sulla vicenda, il coordinatore cittadino di SEL, Attilio Casagrande, aveva già emesso un apprezzabile comunicato stampa in cui si rilanciava il diritto di vivere la propria vita in libertà senza danneggiare il prossimo. E senza emettere giudizi sul prossimo. Un'istanza dell'Uomo che alla Chiesa cattolica proprio non va giù.

Forse la vicenda si concluderà in Tribunale, ma in nessuno dei tre protagonisti, l'emerito, il Vescovo e il giornalista, emerge una briciola di quella pietà cristiana con cui è imbottito il Catechismo.


Non posso vivere senza un partito

La vicenda del Vescovo ha fatto tornare alla luce un instancabile produttore di comunicati stampa di cui avevamo perso le tracce: Stefano Canti. La sua prosa ridondante, la retorica un tanto al chilo e la sua irresistibile necessità di esprimere un punto di vista su tutto la scibile umano, ci hanno accompagnato per lunghi anni. Poi qualcosa si è spezzato. Lo si capisce dalla prosa che è cambiata e si è fatta reticente, da D'Annunzio alle poesie haiku in pochi giorni. Per esprimere sdegno e condanna alla contestazione dell'Arvultura alla CISL gli sono bastate cinque righe, quando, ai bei tempi, avrebbe scritto un trattato costituzionale richiamando tutti i principali elementi del diritto universale, dalla Magna Charta al Trattato di Lisbona.

Anche sulla vicenda degli insulti a Vendola non è riuscito a trattenersi, ma ha lanciato i suoi strali da una piattaforma alternativa che utilizza ogni tanto, il Circolo Libertà e Giustizia, di cui è fondatore, coordinatore e (probabilmente) unico esponente. Per capire la stranezza dei suoi comportamenti e la penuria di comunicati stampa di cui soffre la stampa online, dobbiamo analizzare la situazione dell'IDV, un partito che è privo di un qualsiasi futuro. Se per distruggere i partiti della Prima Repubblica c'è voluta una stagione di Tangentopoli e un battaglione di magistrati, per abbattere l'IDV è stata sufficiente una puntata di Report nell'ottobre scorso. Un partito post ideologico che ha fatto del giustizialismo il suo credo, si è praticamente sgretolato con un paio di accuse di malversazione del denaro pubblico. Non proprio un paio.

Oggi l'IDV viaggia intorno al 2% dei consensi e in giro non trovi più quei soggetti che ti dicono: "Mah, io questa volta me sa che voto Di Pietro...". A livello cittadino l'IDV ha fatto sempre fatica ad emergere, quando a livello nazionale prendeva l'8% a Senigallia raggiungeva a fatica il 5. Il motivo sta nello scarso consenso riscosso dal suo esponente principale, Enzo Monachesi, ex uomo di centrodestra, che ha trasformato la carica di Presidente del Consiglio Comunale nella sede di un sindacato di operatori balneari. Col passare del tempo ha acquisito una grande competenza sulla direttiva Bolkestein e una grande visibilità nelle guerre intestine fra bagnini, tutte cose che si possono fare senza necessariamente occupare lo scranno più alto del Consiglio Comunale.

Con un partito a consenso zero e in un vicolo cieco con tentazioni troppo sinistre, Stefano Canti deve aver fiutato l'aria e agito di conseguenza. Voci di corridoio lo davano molto vicino a Città Futura già quindici giorni fa, un tempo lunghissimo per la politica d'accatto di cui sembra vivere il ragazzo. Puntuale è arrivata la conferma proprio oggi. Città Futura guadagna un inesauribile produttore di comunicati stampa e (soprattutto) una poltrona in più nel CdA dell'IRAB, dopo Salvioni anche Stefano Canti. Considerando che l'IRAB sarà uno dei protagonisti dell'immane colata di cemento che attende via Cellini, vedremo se le presumibili istanze ambientaliste di Città Futura acquisteranno peso.

Ma l'involontaria campagna acquisti di Città Futura ha catturato anche Massimiliano Giacchella, Consigliere indipendente del PD traslocato da una parte all'altra senza un adeguato travaglio. Ignote le cause del suo abbandono, forse legate alla nuova Capogruppo consiliare del PD, Elisabetta Allegrezza, una specie di carro armato del partito, ma meno simpatica.

L'uomo imbarazzante

Soprannominato Il Mago della Neve, per la straordinaria solerzia con cui ha lavorato per tenere chiuse le scuole durante il "nevone" del 2012, Mario Fiore ne ha combinata un'altra delle sue e, da uno stato di sorridente compatimento nei suoi confronti, sono passato all'imbarazzo assoluto. Farò outing: sapere che nel Consiglio Comunale di Senigallia c'è una persona che ha questi comportamenti mi imbarazza. Sapere che questa persona riscuote un buon consenso mi sconforta. Sapere che qualcuno lo prenderà come un esempio di buona politica, vicina ai cittadini, mi vetrifica. Sapere (infine) che alcune persone di buon senso lo considerano un personaggio "tutto sommato innocuo" mi preoccupa.

Il suo video su Youtube (non metto il link perchè non voglio promuoverlo) sui due anni e mezzo di mandato è quanto di più squallido si possa vedere. Non parlo della regia, della colonna sonora o della sua incapacità di pronunciare due parole senza leggere il gobbo. Quello che mi imbarazza sono i contenuti, a partire dalla sua campagna contro l'alcool, accompagnata alla sua continua promozione degli eventi cittadini, che prosperano sulla vendita di alcool. Sulla sua proposta di tenere aperti i negozi a orario continuato, seguendo quella scriteriata teoria economica da bottegai impoveriti, secondo la quale la gente ha il portafoglio gonfio ma poco tempo per fare acquisti.

Sulla confusione che è riuscito a fare per le luminarie natalizie, al solo scopo di fare le scarpe alla sua concorrente, l'Assessore Paola Curzi. Sulla sua "conquista" più importante, quel Consiglio Grande che può essere convocato con "solo" mille firme per prendere decisioni che non hanno alcun peso sul futuro della Città. Sul suo accanimento per il decoro urbano, contro i parcheggiatori abusivi e i mendicanti, senza essersi mai chiesto perchè quelle persone si trovano lì, e perchè sono sempre più numerose. Sulla sua necessità di essere sempre visibile, anche quando silenzio e discrezione potrebbero essere la scelta migliore.

Di assoluto cattivo gusto la dedica finale dello spot ad un ragazzo morto per incidente stradale qualche mese fa.

Caro Mario, hai fatto un brutto spot autopromozionale, che senso ha metterci in mezzo quel ragazzo?
Ecco, volevo esprimere imbarazzo, ma forse era ribrezzo.


Le secondarie


Ieri si sono svolte le primarie per i candidati del Partito Democratico. Premesso che non voterei PD neanche se fosse un obbligo di legge, alcuni candidati nostrani mi suscitano una sana ilarità. Il primo è Lodolini, l'uomo che è riuscito a perdere tutto ciò su cui ha messo le mani, a partire da Falconara per finire a Jesi. E' una fortuna per Mangialardi che a Senigallia Lodolini non conti nulla, altrimenti potrebbe far cadere anche lui.

La seconda è la Senatrice Silvana Amati, recentemente iperattiva nel territorio, con una serie di tardivi interventi sulla sanità locale quando è già stata in parte smantellata. Di grande interesse il suo comunicato stampa per i suoi tre disegni di legge che sarebbero stati approvati se il Governo Monti non fosse caduto in anticipo. In realtà solo uno dei tre aveva una minima possibilità di passare all'esame del Senato, ed era una delega al Governo per occuparsi di infortuni domestici e malattie professionali. Ad un Governo che sta per chiudere i battenti puoi affidare qualsiasi delega, anche quella contro la fame nel mondo, tanto ci penserà il Governo successivo a rimandare l'impegno.

Un altro disegno di legge era "per il territorio" e prevedeva l'istituzione di "zone franche" per i porti di Ancona e Livorno. Misteriose le peculiarità che possano avere questi porti rispetto ad altri e, considerando che il DDL era presentato da soli quattro parlamentari per una istanza di esclusivo campanile, non si capisce come abbia potuto avere una minima possibilità di sopravvivenza in aula. Il DDL prevedeva inoltre una spesa di 105 milioni di Euro entro il 2015 e possiamo immaginare la faccia di Monti, semmai avesse avuto la ventura di posare lo sguardo sul documento. In ogni caso il DDL era stato depositato in Commissione il 5 settembre scorso e lì è rimasto. Il terzo DDL era una meritevole e pluriemendata proposta di inasprimento delle pene previste per i reati di genocidio e crimini di guerra, "rimessa all'Assemblea" e di cui si sono perse le tracce.

Pensare che la Amati e Lodolini possano rappresentare il nostro territorio fa rivalutare Beatrice Brignone, sponsorizzatissima candidata del nuovo che deve pur fare qualcosa. A suo discapito c'è il pesante endorsement di Luana Angeloni (accompagnato da qualche milione di telefonate promozionali), probabilmente elargito in funzione anti-Amati. Le due matriarche della politica senigalliese non si amano dal secolo scorso e la Angeloni farebbe di tutto per vedere la sua acerrima nemica fuori dai giochi. A suo vantaggio la Brignone ha una grande abilità nell'utilizzo dei social network e la conseguente, imponente, rete di relazioni. Tutte da comprendere le sue capacità politiche, dato che fino ad oggi non ha ricoperto alcun incarico elettivo. Per qualcuno è un bene, per me è un handicap.

Le probabilità di essere eletti dei candidati nostrani possono diventare modeste: ancora non è stato svelato il peso che avrà il "listone Bersani", che si è riservato il 10% dei candidati più i capilista di Camera e Senato (art. 1 del regolamento delle Primarie). Nelle Marche, regione "rossa" e dai collegi ultrasicuri, l'aliquota di Bersani potrebbe essere pesante, dai quattro agli otto posti sui tredici o quattordici disponibili, tra Camera e Senato. Inoltre un complesso algoritmo di coefficienti calcolerà la distribuzione e il numero dei "candidati eleggibili", riequilibrando le differenze di rappresentanza dei vari territori. Infine, la lista definitiva dei nomi dovrà essere approvata (o derogata) dall'Unione Regionale assieme al Comitato elettorale nazionale, e definitivamente approvata (ed integrata con il Listone) dalla Direzione Nazionale entro l'8 gennaio prossimo.

Primarie, ma, tutto sommato, secondarie.


5 commenti:

Anonimo ha detto...

Grande Piaga!

la balena Pallotta

Laura Mengucci ha detto...

La tua assenza è stata ampiamente giustificata con questo pezzo.. Piaga mi sei mancato e al solito non hai disatteso le aspettative.

Pacchy

Rincolvati ha detto...

grazie Laura, ancora ti devo portare i 7 euro...

ciao Claudia buone feste!

Anonimo ha detto...

grande piaga sei un mitomua

Franco Giannini ha detto...

Non è facile fare commenti intelligenti e poi per 20 cents, il massimo che posso scrivere è "Bravissimo"...toh...ci posso aggiungere un... "come al solito!!". Ah... per il pagamento, preferisco essere inserito nel database. Così serve a testare se almeno funziona con i "poricani"!